Sicurezza stradale: i progetti finanziati
È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 64 del 18 marzo 2010 il comunicato di approvazione delle graduatorie relative al Bando di concorso per la Sicurezza stradale, emanato il 30 dicembre 2008.
Il Dipartimento – attraverso il Fondo delle Politiche giovanili – ha bandito il 30 dicembre 2008 un concorso per la sicurezza stradale, allo scopo di promuovere progetti finalizzati al miglioramento della sicurezza stradale anche con attività di formazione e con iniziative di sensibilizzazione nei confronti dei giovani, per promuovere modelli di comportamento responsabile alla guida, nel rispetto del Codice della strada.
Questi, fra gli altri, gli ambiti dei progetti fissati dal bando di concorso:
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proposte di soluzioni per rimuovere i fattori a rischio o ridurne la portata;
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promozione di attività in grado di accrescere la preparazione dei neo-patentati e l’educazione alla corretta percezione del rischio;
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promozione di iniziative sull’educazione stradale come educazione al rispetto della legalità, alla cultura della convivenza ed alla responsabilità verso gli altri;
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campagne di informazione per ottimizzare l’utilizzo delle infrastrutture destinate agli operatori e agli utenti del settore stradale, l’applicazione di sistemi di trasporto intelligente, lo sviluppo di interventi per migliorare una mobilità sicura e sostenibile;
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promozione di attività per trascorrere il tempo libero in condizioni di maggiore sicurezza e di prevenire i rischi connessi alla guida in stato di alterazione psico-fisica.
Le Associazioni vincitrici (vedi graduatoria contenuta nell'allegata Tabella A) dovranno far pervenire, esclusivamente a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno da spedire, a pena di decadenza, entro e non oltre il 31 marzo 2010, al Dipartimento della Gioventù, Via della Mercede, 9 – Roma, una dichiarazione di accettazione espressa, sottoscritta dal rappresentante legale ed accompagnata dalla fotocopia di un suo valido documento di identità.
Alla dichiarazione dovranno essere allegati, rispettando le condizioni generali previste dal bando:
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il formulario rimodulato, nel quale tutti i progetti, il cui avviamento era previsto anteriormente alla conclusione delle procedure concorsuali, dovranno essere riprogrammati con l'indicazione di massima delle date di attuazione;
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il preventivo economico rimodulato e dettagliato, fermo restando il limite del 40 % del valore dell'intero progetto, fissato, per i costi di personale e le spese generali, dall'articolo 8, comma 2, lettera c) del bando di concorso.
Per maggiori info clicca qui
GRADUATORIA DEL BANDO DI CONCORSO PER LA "SICUREZZA STADALE"
Esito dei lavori della Commissione di valutazione dei progetti relativi al “Bando di concorso per la Sicurezza stradale”, approvato con decreto del Capo Dipartimento del 30 dicembre 2008 (pubblicato in G.U. n. 18 del 23 gennaio 2009)
Consulta il decreto di approvazione della graduatoria in formato pdf
Consulta l’allegata “Tabella A” (progetti ammessi al finanziamento pubblico) in formato PDF
Consulta l’allegata “Tabella B” (progetti idonei) in formato PDF
Il Parere del Cnel sulla Relazione al Parlamento sulla Sicurezza Stradale. La V Commissione del Cnel, nella riunione del 22 luglio u.s., ha approvato, in sede deliberante, il parere sulla IV Relazione al Parlamento sulla Sicurezza Stradale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Ex art. 1 del DPR 18-12-1992) clicca qui
sicurezza stradale
(3 dicembre 2009) Oms Europa: il rapporto 2009 sulla sicurezza stradale
Ogni anno in Europa gli incidenti stradali causano 120 mila decessi e 2,4 milioni di infortuni. Gli incidenti sono la prima causa di morte tra i giovani di età compresa tra i 5 e i 29 anni e circa il 70% degli infortuni mortali avviene nei Paesi a basso e medio reddito. Oltre all’enorme peso sociale e sanitario degli incidenti, è significativo anche il loro impatto economico, pari a circa il 3% del prodotto interno lordo. È quanto emerge dal rapporto dell’Oms Europa sullo stato della sicurezza stradale in Europa, che fornisce il quadro della situazione e le raccomandazioni da seguire per fare prevenzione. Leggi l’approfondimento a cura della redazione di EpiCentro.
(3 dicembre 2009) Incidenti stradali in Italia: il rapporto Aci-Istat 2008
Secondo il rapporto di Aci e Istat, in Italia, nel 2008, quasi 5 mila persone hanno perso la vita in incidenti stradali e oltre 310 mila sono rimaste infortunate. Le strade più pericolose sono quelle urbane (76,8% degli incidenti mortali) e le giornate più a rischio quelle del fine settimana (in cui si concentra circa un quarto degli incidenti). Il 44% degli incidenti avviene per il mancato rispetto delle regole di precedenza e il 69,8% dei decessi riguarda i conducenti, soprattutto tra i 25 e i 29 anni. Più pericolose la moto e la bicicletta. Leggi l’approfondimento a cura della redazione di EpiCentro.
(2 luglio 2009) La sicurezza stradale nel mondo: il rapporto Oms 2009
Ogni anno gli incidenti stradali coinvolgono tra i 20 e i 50 milioni di persone, uccidendone circa 1,3 milioni. Il 90% di queste morti avviene nei Paesi più poveri, ma la mancanza di sicurezza sulle strade rimane una priorità di salute pubblica anche per i Paesi industrializzati. È quanto emerge dal rapporto dell’Oms sulla sicurezza stradale che ha coinvolto 178 Paesi in tutto il mondo. Leggi l’approfondimento a cura della redazione di EpiCentro.
(4 giugno 2009) Sicurezza stradale e adolescenti: il rapporto Eurosafe 2009
Ogni anno in Europa muoiono circa 52 mila giovani sotto i 20 anni e, di questi, circa 10 mila (20%) perdono la vita a causa degli incidenti. In Italia, gli incidenti stradali continuano a essere la prima causa di morte, in particolare tra i 15 e i 19 anni e, soprattutto, tra i maschi. Il nostro Paese ha svolto un buon lavoro in materia di sicurezza di ciclomotori e motorini, mentre al contrario, poco è stato fatto per la sicurezza di passeggeri e conducenti, ciclisti e pedoni. Leggi l’approfondimento, a cura della redazione di EpiCentro, sulla situazione in Italia e in Europa.
Incidenti
(17 dicembre 2009) Incidenti in Piemonte: il rapporto regionale 2009
Il Centro di monitoraggio regionale della sicurezza stradale ha pubblicato il rapporto 2009 sulla situazione dell’incidentalità stradale in Piemonte. Secondo lo studio, dal 2006 al 2007, i morti per incidente stradale nella Regione sono passati da 9,3 a 9 ogni mille abitanti con una riduzione degli incidenti pari a circa il 3%, percentuale inferiore rispetto a quella dell’anno precedente (-11%). La riduzione del fenomeno incidentale è stata apprezzabile sulle strade comunali (-20%) e sulle autostrade (-2% per gli incidenti e -17% per i morti), mentre un peggioramento è stato rilevato sulle strade provinciali e statali (con aumento degli incidenti pari al 50% e al 30% rispettivamente). In diminuzione risultano i decessi tra i pedoni (-18%) e tra i ciclisti (-12%), mentre in aumento sono i morti tra i motociclisti (+10%). Il maggior numero di incidenti si verifica a maggio, giugno e luglio, ma è ad agosto che si registrano i più alti indici di gravità e mortalità. Più preoccupante la situazione nel Cuneese e nel Vercellese. Leggi il documento completo (pdf 1,2 Mb).
(17 dicembre 2009) Incidenti in Piemonte: uno studio sull’uso di cinture, caschi e seggiolini
Il Piemonte è una delle Regioni dell’Italia settentrionale con il più elevato indice di mortalità per incidenti che nel 2004 è risultato pari 3,28, un valore inferiore rispetto a quello dell’anno precedente (3,66) ma superiore rispetto al dato nazionale (2,50). Più gravi gli incidenti nel Cuneese (indice di mortalità 5,43) rispetto a quelli del Torinese (2,54). Per far fronte a questa situazione, come previsto dal progetto regionale “Attività di sorveglianza incidenti stradali 2006-2008”, è stato effettuato uno studio sulla prevalenza dell’uso delle cinture di sicurezza, del casco e dei seggiolini per il trasporto dei bambini. Dal rapporto è emerso che il 76,4% dei conducenti degli automezzi usa la cintura di sicurezza (74,6% per gli uomini, 79,5% per le donne) e che l’uso delle cinture è più diffuso sulle aree extraurbane (80,7%). Molto più basse le percentuali relative all’uso delle cinture di sicurezza da parte dei passeggeri dei sedili posteriori (24,5%). Per quanto riguarda l’uso del casco, è utilizzato dal 98,8% dei motociclisti e dal 97,2% dei passeggeri di motocicli. Brutte notizie, invece, per quanto riguarda il trasporto dei bambini: l’uso dei seggiolini è stato registrato soltanto nel 53,22% dei casi. Leggi il documento completo (pdf 1,9 Mb).
(3 dicembre 2009) Oms Europa: rapporto 2009 sulla sicurezza stradale
Ogni anno, in Europa, gli incidenti stradali causano 120 mila decessi e 2,4 milioni di infortuni. Gli incidenti sono la prima causa di morte tra i giovani di età compresa tra i 5 e i 29 anni e circa il 70% degli infortuni mortali avviene nei Paesi a basso e medio reddito. Oltre all’enorme peso sociale e sanitario degli incidenti, è significativo anche il loro impatto economico, pari a circa il 3% del prodotto interno lordo. È quanto emerge dal rapporto dell’Oms Europa sullo stato della sicurezza stradale in Europa, che descrive la situazione attuale e fornisce raccomandazioni per la prevenzione. Leggi l’approfondimento a cura della redazione di EpiCentro.
(3 dicembre 2009) Incidenti stradali in Italia: il rapporto Aci-Istat 2008
Secondo il rapporto di Aci e Istat, in Italia, nel 2008, quasi 5 mila persone hanno perso la vita in incidenti stradali e oltre 310 mila sono rimaste infortunate. Le strade più pericolose sono quelle urbane (76,8% degli incidenti mortali) e le giornate più a rischio quelle del fine settimana (in cui si concentra circa un quarto degli incidenti). Il 44% degli incidenti avviene per il mancato rispetto delle regole di precedenza e il 69,8% dei decessi riguarda i conducenti, soprattutto tra i 25 e i 29 anni. Tra i veicoli più pericolosi, la moto e la bicicletta. Leggi l’approfondimento a cura della redazione di EpiCentro.
(17 settembre 2009) Conferenza internazionale sulla violenza contro le donne
La violenza contro le donne è una delle più gravi forme di violazione dei diritti umani e rappresenta uno dei maggiori ostacoli al raggiungimento della parità tra uomo e donna. La lotta a questo tipo di violenza rappresenta un’occasione, oltre che per difendere i diritti della donna, per andare alla radice delle complesse dinamiche sociali che sono alla base delle diverse forme di discriminazione. Per queste ragioni il 9 e il 10 settembre 2009 si è tenuta la Conferenza internazionale sulla violenza contro le donne, organizzata dalla Presidenza italiana del G8, dal ministero delle Pari opportunità, con la collaborazione del ministero degli Affari esteri. Leggi l’approfondimento a cura della redazione di EpiCentro.
(2 luglio 2009) La sicurezza stradale nel mondo: il rapporto Oms 2009
Ogni anno gli incidenti stradali coinvolgono tra i 20 e i 50 milioni di persone, uccidendone circa 1,3 milioni. Il 90% di queste morti avviene nei Paesi più poveri, ma la mancanza di sicurezza sulle strade rimane una priorità di salute pubblica anche per i Paesi industrializzati. È quanto emerge dal rapporto dell’Oms sulla sicurezza stradale che ha coinvolto 178 Paesi in tutto il mondo. Leggi l’approfondimento a cura della redazione di EpiCentro.
Relazione con raccomandazioni per la prevenzione degli infortuni dei giovani - incidenti stradali La relazione intende aiutare i responsabili politici, gli studiosi di infortunistica e i responsabili della sicurezza a concepire e attuare misure di sicurezza stradale a favore di adolescenti e giovani adulti. clicca qui
Educare i giovani sui pericoli della guida sotto l’influenza di alcol e droghe clicca qui
Incidenti stradali, progetto Icarus per ridurre la mortalità tra i giovani
Ogni giorno, infatti, sulle strade dell'Unione europea perdono la vita in media 22 giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni.
Arriva il progetto Icarus per ridurre l'incidentalità stradale fra i giovani. Ogni giorno, infatti, sulle strade dell'Unione europea perdono la vita in media 22 giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni. I giovani costituiscono il 20% dei morti, cioè quasi 8mila persone l'anno, pur rappresentando solo il 10% della popolazione. Il progetto Icarus, presentato al Viminale alla presenza del vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani, responsabile per i Trasporti, e del ministro degli Interni Roberto Maroni, intende definire, a livello europeo, i mezzi per promuovere l'educazione dei giovani alla sicurezza stradale.
«La sicurezza stradale è una priorità – ha detto Tajani - in particolare per i giovani. Nessun genitore può sopportare l'idea di vedere scomparire prematuramente un figlio, tanto più se la sua morte è evitabile. La morte sulla strada non è una fatalità; al contrario, essa può e deve essere evitata». Il fattore umano resta, infatti, l'elemento preponderante fra le cause degli incidenti: il mancato rispetto delle regole, la spericolatezza, la guida sotto l'effetto di alcool o di sostanze stupefacenti, ma anche la scarsa esperienza dei giovani automobilisti incidono pesantemente nel triste bollettino degli incidenti.
Il progetto Icarus (Inter-Cultural Approaches for Road Users Safety: approcci interculturali alla sicurezza stradale) vuole mettere a punto un manuale europeo per l'educazione alla sicurezza stradale. Il ministero degli Interni, che coordina il progetto, coinvolgerà giovani di tutti gli Stati membri. Giovani che avranno la possibilità di dire la loro, in modo che il linguaggio e i mezzi di diffusione che verranno utilizzati possano facilitare il raggiungimento dell'obiettivo perseguito: salvare ogni anno il maggior numero possibile di vite di giovani automobilisti.
Incidenti
(4 giugno 2009) Sicurezza di bambini e adolescenti: il rapporto Eurosafe 2009
Ogni anno in Europa muoiono circa 52 mila giovani sotto i 20 anni e, di questi, circa 10 mila (20%) perdono la vita a causa degli incidenti. Anche se la situazione sta migliorando, gli incidenti rimangono la prima causa di morte per i bambini e gli adolescenti compresi tra i 5 e i 19 anni d’età. Il tasso più basso di mortalità giovanile per incidenti in Europa spetta all’Olanda, mentre Estonia, Lettonia e Lituania registrano i tassi maggiori. In Italia, negli ultimi anni, si sono riscontrati importanti progressi, ma gli incidenti rimangono responsabili del 24% dei decessi dei giovani. Leggi l’approfondimento, a cura della redazione di EpiCentro, sulla situazione in Italia e in Europa.
(19 febbraio 2009) Eurosafe 2008: le conclusioni della conferenza di Parigi
Ogni anno in Europa 250 mila persone muoiono per infortuni e incidenti, la quarta causa di morte tra i cittadini europei. Nonostante gli sforzi e il potenziamento degli strumenti di prevenzione, in alcuni Stati membri dell’Unione europea la situazione legata alla sicurezza rimane preoccupante e ha bisogno di ulteriori interventi. Come emerge dalla Conferenza Eurosafe 2008 sulla prevenzione degli infortuni e sulla promozione della sicurezza, è indispensabile che i diversi Paesi collaborino tra loro e condividano le azioni di prevenzione e monitoraggio contro gli infortuni. Leggi l’approfondimento, a cura della redazione di EpiCentro.
(12 febbraio 2009) Asl Na 1: sorveglianza delle lesioni da fuochi d'artificio a Capodanno
Nel corso dei festeggiamenti per il Capodanno, negli ultimi otto anni, si sono registrati oltre 500 accessi ai Pronto soccorso degli ospedali di Napoli. Di questi casi, 115 erano seri (amputazioni, sfacelo, fratture o ustioni di 3° grado), 128 i casi con prognosi maggiore di 10 giorni. Si tratta quindi di un fenomeno, quello dei festeggiamenti con petardi, che ha serie conseguenze sulla salute della popolazione. I dettagli nel report a cura della Asl Napoli 1 (pdf 115 kb).
(18 dicembre 2008) Infortuni e incidenti nei bambini: due rapporti Oms-Unicef
Ogni giorno nel mondo circa 2300 bambini muoiono a causa di infortuni accidentali, ma con gli opportuni interventi di prevenzione almeno la metà di questi decessi potrebbe essere evitata. Il 95% degli infortuni si registra nei Paesi in via di sviluppo, ma anche nei Paesi industrializzati costituiscono comunque il 40% delle morti infantili. Nella Regione europea dell’Oms, gli incidenti sono la principale minaccia per la salute e la vita dei giovani sotto i 20 anni e si verificano più spesso nelle famiglie e negli ambienti più poveri. Secondo due rapporti sulla prevenzione degli infortuni infantili, elaborati da Oms e Unicef, sia a livello mondiale sia a livello europeo sono cinque le principali cause di morte infantile per infortunio: incidenti stradali (260 mila morti all’anno), annegamento (175 mila), ustioni (96 mila), cadute (130 mila) e avvelenamento (45 mila). Leggi l’approfondimento, a cura della redazione di EpiCentro.
(27 novembre 2008) Aci-Istat: il rapporto sugli incidenti in Italia nel 2007
Ogni giorno in Italia si verificano in media 633 incidenti stradali, che provocano la morte di 14 persone e il ferimento di altre 893. Nel 2007 sono stati rilevati più di 230 mila incidenti stradali, che hanno provocato il decesso di 5131 persone, mentre altre 325.850 hanno subito lesioni di diversa gravità. Sono questi i nuovi dati contenuti nel rapporto Istat-Aci relativo agli incidenti stradali avvenuti in Italia nel 2007. Il documento evidenzia che negli ultimi anni la gravità degli incidenti si è progressivamente ridotta: nel 2007 l’indice di mortalità si attesta al 2,2% contro il 2,8% del 2000, e l’indice di gravità scende da 1,9 decessi ogni 100 infortunati nel 2000 a 1,6 decessi nel 2007. Rispetto al 2006, a fronte di una crescita del parco veicolare pari al 15,7%, si registra infatti un forte calo del numero dei morti (-9,5%), la diminuzione del numero degli incidenti (-3%) e dei feriti (-2,1%). Scarica il rapporto (pdf 131 kb) e leggi la nota metodologica (pdf 72 kb).
(13 novembre 2008) Il rapporto 2008 sugli incidenti stradali in Piemonte
In Piemonte, tra il 2001 e il 2006 il numero dei morti per incidente stradale è diminuito di circa il 30%, mentre il numero di incidenti e feriti si è ridotto del 10%. La percentuale di incidenti che coinvolge “utenti deboli” (pedoni, ciclisti e conducenti di ciclomotori e motocicli) è invece cresciuta dal 34% del 2001 al 38% del 2006, e la percentuale di mortalità tra queste categorie è salita nello stesso periodo di circa il 15% rispetto al totale dei decessi. Sono questi i dati più significativi contenuti nel rapporto “La situazione dell’incidentalità stradale in Piemonte al 2006: rapporto 2008”, elaborato dal Centro di monitoraggio regionale della sicurezza stradale (Cmrss), la struttura costituita nel 2007 per migliorare il quadro conoscitivo sull’incidentalità della Regione Piemonte. Per maggiori approfondimenti, consulta il rapporto completo (pdf 1,1 Mb).
(22 ottobre 2008) Oms Europa: un rapporto sulla prevenzione degli incidenti
Incidenti e violenze sono responsabili di 800 mila decessi ogni anno e sono la principale causa di morte tra le persone di età compresa tra i 5 e i 44 anni nella Regione europea dell’Oms. Un’indagine dell’Oms Europa esamina i progressi compiuti da 30 Paesi membri nell’attivazione di programmi evidence based a seguito della risoluzione europea sulla prevenzione degli incidenti e della violenza. Lo sviluppo delle politiche per singola tipologia di infortunio varia notevolmente da Paese a Paese: se la maggior parte delle nazioni ha adottato provvedimenti per la sicurezza stradale (86%), nemmeno la metà ha messo a punto programmi di prevenzione per altri infortuni involontari, come avvelenamento, ustioni, cadute. Leggi l’approfondimento, a cura della redazione di EpiCentro.
(16 ottobre 2008) Prevenire gli incidenti nei giovani: i risultati del progetto AdRisk
Gli infortuni rappresentano la prima causa di morte nei giovani tra i 15 e i 24 anni in Europa. Secondo i risultati del progetto europeo Community action on adolescents and injury risk (AdRisk), ogni anno perdono la vita 20 mila giovani, la metà di loro sulle strade. È un bilancio molto grave, ma opportune strategie di prevenzione basate su un approccio innovativo, che tenga conto dei comportamenti e dello stile di vita dei giovanissimi, possono ridurre l’entità del fenomeno. Sul sito di Eurosafe sono pubblicati i risultati e i documenti conclusivi del progetto. Leggi la sintesi dei documenti realizzata da EpiCentro.
Alcol e giovani: l’educazione parte dalla famiglia e arriva sulla strada
Continua il lavoro di Agivi (Associazione Giovani Viticoltori) per diffondere la cultura del bere responsabile tra i giovani. Un impegno costante, basato sul dialogo e confronto tra l’associazione e i coetanei dei soci. In questa direzione, si è da poco conclusa l’iniziativa dedicata al mondo della notte, che ha visto impegnata l’associazione per ben un mese e ha fatto emergere con chiarezza cosa i giovani pensano del vino e delle leggi proibizionistiche. Agivi ha infatti proposto in un noto locale milanese una serie di serate educative sul tema.
Nell’atmosfera rilassata del lounge bar, Agivi ha comunicato i propri valori: socialità e responsabilità, ma ha anche accolto i partecipanti con i propri vini, con un etilometro tascabile in omaggio e un questionario, ideato per dare la possibilità di esprimere un parere sul tema alcol e guida.
Dai dati emerge che i giovani associano il vino al valore dell’amicizia per 81%: sono le occasioni condivise, tra cui cene e ritrovi, che vedono il vino protagonista principalmente nei week-end e consumato fuori casa.
Tra gli adulti, invece, il vino è legato alla quotidianità, presente sulla tavola anche durante la settimana (bevono vino a casa il 23% dei giovani e il 53% degli adulti). Curiosamente, a partire dai 27 anni, il 10% degli intervistati ha iniziato a consumare vino ogni giorno.
L’ambito familiare risulta essere uno degli ambienti principali per l’educazione dei giovani al consumo responsabile. Il 30% ne evidenzia il ruolo fondamentale per educare e responsabilizzare i ragazzi sui vari aspetti dell’argomento, non ultimo quello legato alla salute.
Per il 60% di chi ha voluto integrare il questionario con suggerimenti personali, la famiglia ha un ruolo essenziale nel dare ai giovani dei valori ed evitare così che un disagio ben più profondo venga espresso nell’abuso di alcol. Il 32% di questi assegnano una particolare importanza anche ai meccanismi di controllo da parte delle forze dell’ordine.
Secondo il restante 8% degli intervistati, potenziare i mezzi pubblici e le modalità di trasporto “alternative” aiuterebbe a dissuadere i giovani dal mettersi alla guida della propria macchina in condizioni di potenziale rischio. Risulterebbe quindi necessario lo studio di misure adeguate. Fra queste, diminuire le tariffe dei taxi, organizzare trasporti collettivi, potenziare e aumentare i servizi pubblici durante la notte.
Il 31% degli intervistati è stato fermato almeno una volta per un controllo stradale. Di questi, il 12% è risultato negativo al test, mentre il 19% ha riportato un tasso alcolico superiore al limite consentito (0.50). Anche chi è risultato positivo al test ha dimostrato un approccio costruttivo, proponendo soluzioni contro le stragi del sabato sera. La consapevolezza dei rischi di mettersi alla guida in condizioni inadatte, infatti, è ben presente negli intervistati. I controlli stradali, multe più aspre e l’utilizzo dell’etilometro sono considerati dal 46% come strumenti adatti per responsabilizzare i giovani a patto, però, che, accanto ai controlli sul tasso alcolemico, si analizzi anche l’eventuale assunzione di sostanze stupefacenti.
Queste, infatti, sono aumentate in maniera esponenziale sia tra i giovani sia tra gli adulti, raggiungendo un consumo che risulta superiore a quello dell’alcol.
Il 45% si è dimostrato favorevole alla chiusura anticipata dei locali e al divieto della vendita di alcol dopo le ore 2.00, quando ormai il consumo non ha nulla a che fare con il piacere di una buona cena. Non ha invece raccolto consensi la proposta di inserimento di icone e messaggi negativi sull’etichetta della bottiglia, anche perché nei locali il vino viene solitamente servito al bicchiere e ciò renderebbe la misura inefficace.
Agivi da anni sta lavorando per diffondere una cultura del bere consapevole con iniziative come questa. I giovani produttori sono consci che oggi l’abuso di alcol è un grave problema della nostra società, che colpisce soprattutto la loro fascia d’età e segnala un disagio sociale
che parte dalla famiglia, dalla perdita dei valori e dalla mancata educazione all’interno delle mura domestiche.
La campagna della polizia stradale ICARO diventa europea: nasce ICARUS
Il ministro dell’Interno Maroni e il vicepresidente della Commissione UE Tajani siglano al Viminale un'intesa che fa del progetto italiano per la prevenzione degli incidenti stradali un’esperienza pilota per gli altri Paesi della Ue
Nasce da una costola di ICARO il nuovo progetto denominato ICARUS, Inter-Cultural Approaches for Road Users Safety, finanziato per oltre 700.000 euro dalla Commissione Europea.
Un'intesa, siglata dal ministro dell'Interno Roberto Maroni e dal vicepresidente della Commissione UE Antonio Tajani, farà del progetto italiano ICARO, la campagna di educazione stradale della Polizia di Stato per la prevenzione degli incidenti stradali (promossa in collaborazione con i ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti, dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e con la Fondazione ANIA) un’esperienza pilota per gli altri Paesi della Ue.
La presentazione del progetto, programmata per il 6 aprile scorso, era stata rinviata a causa dell’evento sismico che ha colpito la regione Abruzzo. Oggi l'iniziativa è stata illustrata presso il salone delle conferenze del Viminale.
Sono intervenuti il ministro dell’Interno Roberto Maroni, il vice presidente della Commissione europea Antonio Tajani, il capo della Polizia, direttore generale della Pubblica Sicurezza, Antonio Manganelli, la Prof.ssa della Facoltà di Psicologia 2 dell’Università della Sapienza di Roma Anna Maria Giannini, il vice questore aggiunto della Polizia di Stato Elisabetta Mancini, un rappresentante della polizia slovena Andrei Justinek e il giornalista Franco Di Mare.
È motivo di «orgoglio – ha detto il ministro Roberto Maroni – che la Commissione europea abbia deciso di prendere il progetto italiano facendone una best pratice».
Anche il capo della Polizia Antonio Manganelli ha manifestato la sua soddisfazione per il successo della campagna. «La comunicazione - ha spiegato Manganelli - deve essere inserita tra gli strumenti di prevenzione, accanto alla vigilanza e ai controlli».
Il ministro dell’Interno ha riferito alcuni dati relativi agli incidenti stradali che si sono verificati nei primi quattro mesi del 2009. Rispetto allo stesso periodo dell'anno passato, si registra una diminuzione complessiva del 10,6%, gli incidenti mortali passano da 840 a 648 diminuendo del 22,9% e le vittime scendono del 24,4%, da 937 a 708.
In Europa, ha riferito il vicepresidente della Commissione UE Tajani, sono decedute sulle strade 39.000 persone nel 2008, quasi un quarto delle vittime erano giovani. La battaglia che l’Europa sta combattendo, ha spiegato Tajani, è quella di dimezzare entro il 2010 il numero delle vittime sulle strade, un obiettivo ambizioso che si intende raggiungere anche attraverso il dialogo con i ragazzi per trasmettere loro la cultura della sicurezza stradale.
Per entrare in contatto con i più giovani, ha riferito il vice questore aggiungo della Polizia di Stato Elisabetta Mancini, «siamo scesi dalla cattedra». Si sono cercati i linguaggi più vicini ai ragazzi, adottando diverse strategie: sono stati organizzati spettacoli, coinvolti divi del cinema e dello sport e sono state presentate le immagini crude degli incidenti mortali.
Il progetto ICARUS
Impegnerà la Polizia Stradale per 30 mesi di lavoro, con l’obiettivo di costruire in Europa una rete di ricercatori, educatori ed operatori di polizia, permettendo alla Facoltà di Psicologia 2 della Sapienza di Roma di svolgere una ricerca sui comportamenti di guida dei giovani guidatori e sui principali fattori che mettono a repentaglio la sicurezza stradale.
L’idea è che alla crescente armonizzazione delle regole della circolazione stradale in Europa, realizzata grazie all’opera della Commissione e degli altri organi comunitari, corrisponda un comune sentire, un linguaggio comune europeo sulla sicurezza stradale ed un’omogeneità nella formazione di tutti i giovani dell’Unione.
Tre importanti meeting internazionali a Roma, Lubjana e Bruxelles ed un cortometraggio dal titolo Young Europe, girato in quattro Paesi dell’Unione, completano un progetto che coinvolge e vuole rendere protagonisti i giovani in tutte le sue fasi: come destinatari della ricerca e della formazione, come attori della ricerca di un linguaggio comune europeo sulla sicurezza stradale, come miglior tramite per costruire un’effettiva vicinanza del mondo giovanile all’Europa






