Distretto D26 - Largo ai Giovani Il Fiore della Vita

Associazione di Volontariato PROGETTO COLAPESCE onlus
Iscritta con D.D.R. n.155 del 31 gennaio 2005 nel registro generale delle Organizzazioni volontariato Sez. A di cui all’articolo 6 della L.R. n.22/1994

 

 

Sicurezza stradale: i progetti finanziati

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 64 del 18 marzo 2010 il comunicato di approvazione delle graduatorie relative al Bando di concorso per la Sicurezza stradale, emanato il 30 dicembre 2008.

Il Dipartimento – attraverso il Fondo delle Politiche giovanili – ha bandito il 30 dicembre 2008 un concorso per la sicurezza stradale, allo scopo di promuovere progetti finalizzati al miglioramento della sicurezza stradale anche con attività di formazione e con iniziative di sensibilizzazione nei confronti dei giovani, per promuovere modelli di comportamento responsabile alla guida, nel rispetto del Codice della strada.

Questi, fra gli altri, gli ambiti dei progetti fissati dal bando di concorso:

  • proposte di soluzioni per rimuovere i fattori a rischio o ridurne la portata;

  • promozione di attività in grado di accrescere la preparazione dei neo-patentati e l’educazione alla corretta percezione del rischio;

  • promozione di iniziative sull’educazione stradale come educazione al rispetto della legalità, alla cultura della convivenza ed alla responsabilità verso gli altri;

  • campagne di informazione per ottimizzare l’utilizzo delle infrastrutture destinate agli operatori e agli utenti del settore stradale, l’applicazione di sistemi di trasporto intelligente, lo sviluppo di interventi per migliorare una mobilità sicura e sostenibile;

  • promozione di attività per trascorrere il tempo libero in condizioni di maggiore sicurezza e di prevenire i rischi connessi alla guida in stato di alterazione psico-fisica.

Le Associazioni vincitrici (vedi graduatoria contenuta nell'allegata Tabella A) dovranno far pervenire, esclusivamente a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno da spedire, a pena di decadenza, entro e non oltre il 31 marzo 2010, al Dipartimento della Gioventù, Via della Mercede, 9 – Roma, una dichiarazione di accettazione espressa, sottoscritta dal rappresentante legale ed accompagnata dalla fotocopia di un suo valido documento di identità.

Alla dichiarazione dovranno essere allegati, rispettando le condizioni generali previste dal bando:

  • il formulario rimodulato, nel quale tutti i progetti, il cui avviamento era previsto anteriormente alla conclusione delle procedure concorsuali, dovranno essere riprogrammati con l'indicazione di massima delle date di attuazione;

  • il preventivo economico rimodulato e dettagliato, fermo restando il limite del 40 % del valore dell'intero progetto, fissato, per i costi di personale e le spese generali, dall'articolo 8, comma 2, lettera c) del bando di concorso.

Per maggiori info clicca qui

 

GRADUATORIA DEL BANDO DI CONCORSO PER LA "SICUREZZA STADALE"

Esito dei lavori della Commissione di valutazione dei progetti relativi al “Bando di concorso per la Sicurezza stradale”, approvato con decreto del Capo Dipartimento del 30 dicembre 2008 (pubblicato in G.U. n. 18 del 23 gennaio 2009)

Consulta il decreto di approvazione della graduatoria in formato pdf

Consulta l’allegata “Tabella A” (progetti ammessi al finanziamento pubblico) in formato PDF

Consulta l’allegata “Tabella B” (progetti idonei) in formato PDF

 
 
Il Parere del Cnel sulla Relazione
al Parlamento sulla Sicurezza Stradale. 
La V Commissione del Cnel, nella riunione del 22 luglio u.s.,
ha approvato, in sede deliberante, il parere sulla IV Relazione al 
Parlamento sulla Sicurezza Stradale del Ministero delle Infrastrutture e 
dei Trasporti (Ex art. 1 del DPR 18-12-1992)
clicca qui
 

sicurezza stradale

(3 dicembre 2009) Oms Europa: il rapporto 2009 sulla sicurezza stradale

Ogni anno in Europa gli incidenti stradali causano 120 mila decessi e 2,4 milioni di infortuni. Gli incidenti sono la prima causa di morte tra i giovani di età compresa tra i 5 e i 29 anni e circa il 70% degli infortuni mortali avviene nei Paesi a basso e medio reddito. Oltre all’enorme peso sociale e sanitario degli incidenti, è significativo anche il loro impatto economico, pari a circa il 3% del prodotto interno lordo. È quanto emerge dal rapporto dell’Oms Europa sullo stato della sicurezza stradale in Europa, che fornisce il quadro della situazione e le raccomandazioni da seguire per fare prevenzione. Leggi l’approfondimento a cura della redazione di EpiCentro.

(3 dicembre 2009) Incidenti stradali in Italia: il rapporto Aci-Istat 2008

Secondo il rapporto di Aci e Istat, in Italia, nel 2008, quasi 5 mila persone hanno perso la vita in incidenti stradali e oltre 310 mila sono rimaste infortunate. Le strade più pericolose sono quelle urbane (76,8% degli incidenti mortali) e le giornate più a rischio quelle del fine settimana (in cui si concentra circa un quarto degli incidenti). Il 44% degli incidenti avviene per il mancato rispetto delle regole di precedenza e il 69,8% dei decessi riguarda i conducenti, soprattutto tra i 25 e i 29 anni. Più pericolose la moto e la bicicletta. Leggi l’approfondimento a cura della redazione di EpiCentro.

(2 luglio 2009) La sicurezza stradale nel mondo: il rapporto Oms 2009

Ogni anno gli incidenti stradali coinvolgono tra i 20 e i 50 milioni di persone, uccidendone circa 1,3 milioni. Il 90% di queste morti avviene nei Paesi più poveri, ma la mancanza di sicurezza sulle strade rimane una priorità di salute pubblica anche per i Paesi industrializzati. È quanto emerge dal rapporto dell’Oms sulla sicurezza stradale che ha coinvolto 178 Paesi in tutto il mondo. Leggi l’approfondimento a cura della redazione di EpiCentro.

(4 giugno 2009) Sicurezza stradale e adolescenti: il rapporto Eurosafe 2009

Ogni anno in Europa muoiono circa 52 mila giovani sotto i 20 anni e, di questi, circa 10 mila (20%) perdono la vita a causa degli incidenti. In Italia, gli incidenti stradali continuano a essere la prima causa di morte, in particolare tra i 15 e i 19 anni e, soprattutto, tra i maschi. Il nostro Paese ha svolto un buon lavoro in materia di sicurezza di ciclomotori e motorini, mentre al contrario, poco è stato fatto per la sicurezza di passeggeri e conducenti, ciclisti e pedoni. Leggi l’approfondimento, a cura della redazione di EpiCentro, sulla situazione in Italia e in Europa.

 

Incidenti

Aggiornamenti

(17 dicembre 2009) Incidenti in Piemonte: il rapporto regionale 2009

Il Centro di monitoraggio regionale della sicurezza stradale ha pubblicato il rapporto 2009 sulla situazione dell’incidentalità stradale in Piemonte. Secondo lo studio, dal 2006 al 2007, i morti per incidente stradale nella Regione sono passati da 9,3 a 9 ogni mille abitanti con una riduzione degli incidenti pari a circa il 3%, percentuale inferiore rispetto a quella dell’anno precedente (-11%). La riduzione del fenomeno incidentale è stata apprezzabile sulle strade comunali (-20%) e sulle autostrade (-2% per gli incidenti e -17% per i morti), mentre un peggioramento è stato rilevato sulle strade provinciali e statali (con aumento degli incidenti pari al 50% e al 30% rispettivamente). In diminuzione risultano i decessi tra i pedoni (-18%) e tra i ciclisti (-12%), mentre in aumento sono i morti tra i motociclisti (+10%). Il maggior numero di incidenti si verifica a maggio, giugno e luglio, ma è ad agosto che si registrano i più alti indici di gravità e mortalità. Più preoccupante la situazione nel Cuneese e nel Vercellese. Leggi il documento completo (pdf 1,2 Mb).

(17 dicembre 2009) Incidenti in Piemonte: uno studio sull’uso di cinture, caschi e seggiolini

Il Piemonte è una delle Regioni dell’Italia settentrionale con il più elevato indice di mortalità per incidenti che nel 2004 è risultato pari 3,28, un valore inferiore rispetto a quello dell’anno precedente (3,66) ma superiore rispetto al dato nazionale (2,50). Più gravi gli incidenti nel Cuneese (indice di mortalità 5,43) rispetto a quelli del Torinese (2,54). Per far fronte a questa situazione, come previsto dal progetto regionale “Attività di sorveglianza incidenti stradali 2006-2008”, è stato effettuato uno studio sulla prevalenza dell’uso delle cinture di sicurezza, del casco e dei seggiolini per il trasporto dei bambini. Dal rapporto è emerso che il 76,4% dei conducenti degli automezzi usa la cintura di sicurezza (74,6% per gli uomini, 79,5% per le donne) e che l’uso delle cinture è più diffuso sulle aree extraurbane (80,7%). Molto più basse le percentuali relative all’uso delle cinture di sicurezza da parte dei passeggeri dei sedili posteriori (24,5%). Per quanto riguarda l’uso del casco, è utilizzato dal 98,8% dei motociclisti e dal 97,2% dei passeggeri di motocicli. Brutte notizie, invece, per quanto riguarda il trasporto dei bambini: l’uso dei seggiolini è stato registrato soltanto nel 53,22% dei casi. Leggi il documento completo (pdf 1,9 Mb).

(3 dicembre 2009) Oms Europa: rapporto 2009 sulla sicurezza stradale

Ogni anno, in Europa, gli incidenti stradali causano 120 mila decessi e 2,4 milioni di infortuni. Gli incidenti sono la prima causa di morte tra i giovani di età compresa tra i 5 e i 29 anni e circa il 70% degli infortuni mortali avviene nei Paesi a basso e medio reddito. Oltre all’enorme peso sociale e sanitario degli incidenti, è significativo anche il loro impatto economico, pari a circa il 3% del prodotto interno lordo. È quanto emerge dal rapporto dell’Oms Europa sullo stato della sicurezza stradale in Europa, che descrive la situazione attuale e fornisce raccomandazioni per la prevenzione. Leggi l’approfondimento a cura della redazione di EpiCentro.

(3 dicembre 2009) Incidenti stradali in Italia: il rapporto Aci-Istat 2008

Secondo il rapporto di Aci e Istat, in Italia, nel 2008, quasi 5 mila persone hanno perso la vita in incidenti stradali e oltre 310 mila sono rimaste infortunate. Le strade più pericolose sono quelle urbane (76,8% degli incidenti mortali) e le giornate più a rischio quelle del fine settimana (in cui si concentra circa un quarto degli incidenti). Il 44% degli incidenti avviene per il mancato rispetto delle regole di precedenza e il 69,8% dei decessi riguarda i conducenti, soprattutto tra i 25 e i 29 anni. Tra i veicoli più pericolosi, la moto e la bicicletta. Leggi l’approfondimento a cura della redazione di EpiCentro.

(17 settembre 2009) Conferenza internazionale sulla violenza contro le donne

La violenza contro le donne è una delle più gravi forme di violazione dei diritti umani e rappresenta uno dei maggiori ostacoli al raggiungimento della parità tra uomo e donna. La lotta a questo tipo di violenza rappresenta un’occasione, oltre che per difendere i diritti della donna, per andare alla radice delle complesse dinamiche sociali che sono alla base delle diverse forme di discriminazione. Per queste ragioni il 9 e il 10 settembre 2009 si è tenuta la Conferenza internazionale sulla violenza contro le donne, organizzata dalla Presidenza italiana del G8, dal ministero delle Pari opportunità, con la collaborazione del ministero degli Affari esteri. Leggi l’approfondimento a cura della redazione di EpiCentro.

(2 luglio 2009) La sicurezza stradale nel mondo: il rapporto Oms 2009

Ogni anno gli incidenti stradali coinvolgono tra i 20 e i 50 milioni di persone, uccidendone circa 1,3 milioni. Il 90% di queste morti avviene nei Paesi più poveri, ma la mancanza di sicurezza sulle strade rimane una priorità di salute pubblica anche per i Paesi industrializzati. È quanto emerge dal rapporto dell’Oms sulla sicurezza stradale che ha coinvolto 178 Paesi in tutto il mondo. Leggi l’approfondimento a cura della redazione di EpiCentro.

 
Relazione con raccomandazioni per la prevenzione
degli infortuni dei giovani - incidenti stradali
La relazione intende aiutare i responsabili politici,
gli studiosi di infortunistica e i responsabili della sicurezza
a concepire e attuare misure di sicurezza stradale
a favore di adolescenti e giovani adulti.
clicca qui
 
Educare i giovani sui pericoli della
guida sotto l’influenza di alcol e droghe
clicca qui

 

Incidenti stradali, progetto Icarus per ridurre la mortalità tra i giovani

Ogni giorno, infatti, sulle strade dell'Unione europea perdono la vita in media 22 giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni.

Arriva il progetto Icarus per ridurre l'incidentalità stradale fra i giovani. Ogni giorno, infatti, sulle strade dell'Unione europea perdono la vita in media 22 giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni. I giovani costituiscono il 20% dei morti, cioè quasi 8mila persone l'anno, pur rappresentando solo il 10% della popolazione. Il progetto Icarus, presentato al Viminale alla presenza del vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani, responsabile per i Trasporti, e del ministro degli Interni Roberto Maroni, intende definire, a livello europeo, i mezzi per promuovere l'educazione dei giovani alla sicurezza stradale.

«La sicurezza stradale è una priorità – ha detto Tajani - in particolare per i giovani. Nessun genitore può sopportare l'idea di vedere scomparire prematuramente un figlio, tanto più se la sua morte è evitabile. La morte sulla strada non è una fatalità; al contrario, essa può e deve essere evitata». Il fattore umano resta, infatti, l'elemento preponderante fra le cause degli incidenti: il mancato rispetto delle regole, la spericolatezza, la guida sotto l'effetto di alcool o di sostanze stupefacenti, ma anche la scarsa esperienza dei giovani automobilisti incidono pesantemente nel triste bollettino degli incidenti.

Il progetto Icarus (Inter-Cultural Approaches for Road Users Safety: approcci interculturali alla sicurezza stradale) vuole mettere a punto un manuale europeo per l'educazione alla sicurezza stradale. Il ministero degli Interni, che coordina il progetto, coinvolgerà giovani di tutti gli Stati membri. Giovani che avranno la possibilità di dire la loro, in modo che il linguaggio e i mezzi di diffusione che verranno utilizzati possano facilitare il raggiungimento dell'obiettivo perseguito: salvare ogni anno il maggior numero possibile di vite di giovani automobilisti.

 

Incidenti

(4 giugno 2009) Sicurezza di bambini e adolescenti: il rapporto Eurosafe 2009

Ogni anno in Europa muoiono circa 52 mila giovani sotto i 20 anni e, di questi, circa 10 mila (20%) perdono la vita a causa degli incidenti. Anche se la situazione sta migliorando, gli incidenti rimangono la prima causa di morte per i bambini e gli adolescenti compresi tra i 5 e i 19 anni d’età. Il tasso più basso di mortalità giovanile per incidenti in Europa spetta all’Olanda, mentre Estonia, Lettonia e Lituania registrano i tassi maggiori. In Italia, negli ultimi anni, si sono riscontrati importanti progressi, ma gli incidenti rimangono responsabili del 24% dei decessi dei giovani. Leggi l’approfondimento, a cura della redazione di EpiCentro, sulla situazione in Italia e in Europa.

(19 febbraio 2009) Eurosafe 2008: le conclusioni della conferenza di Parigi

Ogni anno in Europa 250 mila persone muoiono per infortuni e incidenti, la quarta causa di morte tra i cittadini europei. Nonostante gli sforzi e il potenziamento degli strumenti di prevenzione, in alcuni Stati membri dell’Unione europea la situazione legata alla sicurezza rimane preoccupante e ha bisogno di ulteriori interventi. Come emerge dalla Conferenza Eurosafe 2008 sulla prevenzione degli infortuni e sulla promozione della sicurezza, è indispensabile che i diversi Paesi collaborino tra loro e condividano le azioni di prevenzione e monitoraggio contro gli infortuni. Leggi l’approfondimento, a cura della redazione di EpiCentro.

(12 febbraio 2009) Asl Na 1: sorveglianza delle lesioni da fuochi d'artificio a Capodanno

Nel corso dei festeggiamenti per il Capodanno, negli ultimi otto anni, si sono registrati oltre 500 accessi ai Pronto soccorso degli ospedali di Napoli. Di questi casi, 115 erano seri (amputazioni, sfacelo, fratture o ustioni di 3° grado), 128 i casi con prognosi maggiore di 10 giorni. Si tratta quindi di un fenomeno, quello dei festeggiamenti con petardi, che ha serie conseguenze sulla salute della popolazione. I dettagli nel report a cura della Asl Napoli 1 (pdf 115 kb).

(18 dicembre 2008) Infortuni e incidenti nei bambini: due rapporti Oms-Unicef

Ogni giorno nel mondo circa 2300 bambini muoiono a causa di infortuni accidentali, ma con gli opportuni interventi di prevenzione almeno la metà di questi decessi potrebbe essere evitata. Il 95% degli infortuni si registra nei Paesi in via di sviluppo, ma anche nei Paesi industrializzati costituiscono comunque il 40% delle morti infantili. Nella Regione europea dell’Oms, gli incidenti sono la principale minaccia per la salute e la vita dei giovani sotto i 20 anni e si verificano più spesso nelle famiglie e negli ambienti più poveri. Secondo due rapporti sulla prevenzione degli infortuni infantili, elaborati da Oms e Unicef, sia a livello mondiale sia a livello europeo sono cinque le principali cause di morte infantile per infortunio: incidenti stradali (260 mila morti all’anno), annegamento (175 mila), ustioni (96 mila), cadute (130 mila) e avvelenamento (45 mila). Leggi l’approfondimento, a cura della redazione di EpiCentro.

(27 novembre 2008) Aci-Istat: il rapporto sugli incidenti in Italia nel 2007

Ogni giorno in Italia si verificano in media 633 incidenti stradali, che provocano la morte di 14 persone e il ferimento di altre 893. Nel 2007 sono stati rilevati più di 230 mila incidenti stradali, che hanno provocato il decesso di 5131 persone, mentre altre 325.850 hanno subito lesioni di diversa gravità. Sono questi i nuovi dati contenuti nel rapporto Istat-Aci relativo agli incidenti stradali avvenuti in Italia nel 2007. Il documento evidenzia che negli ultimi anni la gravità degli incidenti si è progressivamente ridotta: nel 2007 l’indice di mortalità si attesta al 2,2% contro il 2,8% del 2000, e l’indice di gravità scende da 1,9 decessi ogni 100 infortunati nel 2000 a 1,6 decessi nel 2007. Rispetto al 2006, a fronte di una crescita del parco veicolare pari al 15,7%, si registra infatti un forte calo del numero dei morti (-9,5%), la diminuzione del numero degli incidenti (-3%) e dei feriti (-2,1%). Scarica il rapporto (pdf 131 kb) e leggi la nota metodologica (pdf 72 kb).

(13 novembre 2008) Il rapporto 2008 sugli incidenti stradali in Piemonte

In Piemonte, tra il 2001 e il 2006 il numero dei morti per incidente stradale è diminuito di circa il 30%, mentre il numero di incidenti e feriti si è ridotto del 10%. La percentuale di incidenti che coinvolge “utenti deboli” (pedoni, ciclisti e conducenti di ciclomotori e motocicli) è invece cresciuta dal 34% del 2001 al 38% del 2006, e la percentuale di mortalità tra queste categorie è salita nello stesso periodo di circa il 15% rispetto al totale dei decessi. Sono questi i dati più significativi contenuti nel rapporto “La situazione dell’incidentalità stradale in Piemonte al 2006: rapporto 2008”, elaborato dal Centro di monitoraggio regionale della sicurezza stradale (Cmrss), la struttura costituita nel 2007 per migliorare il quadro conoscitivo sull’incidentalità della Regione Piemonte. Per maggiori approfondimenti, consulta il rapporto completo (pdf 1,1 Mb).

(22 ottobre 2008) Oms Europa: un rapporto sulla prevenzione degli incidenti

Incidenti e violenze sono responsabili di 800 mila decessi ogni anno e sono la principale causa di morte tra le persone di età compresa tra i 5 e i 44 anni nella Regione europea dell’Oms. Un’indagine dell’Oms Europa esamina i progressi compiuti da 30 Paesi membri nell’attivazione di programmi evidence based a seguito della risoluzione europea sulla prevenzione degli incidenti e della violenza. Lo sviluppo delle politiche per singola tipologia di infortunio varia notevolmente da Paese a Paese: se la maggior parte delle nazioni ha adottato provvedimenti per la sicurezza stradale (86%), nemmeno la metà ha messo a punto programmi di prevenzione per altri infortuni involontari, come avvelenamento, ustioni, cadute. Leggi l’approfondimento, a cura della redazione di EpiCentro.

(16 ottobre 2008) Prevenire gli incidenti nei giovani: i risultati del progetto AdRisk

Gli infortuni rappresentano la prima causa di morte nei giovani tra i 15 e i 24 anni in Europa. Secondo i risultati del progetto europeo Community action on adolescents and injury risk (AdRisk), ogni anno perdono la vita 20 mila giovani, la metà di loro sulle strade. È un bilancio molto grave, ma opportune strategie di prevenzione basate su un approccio innovativo, che tenga conto dei comportamenti e dello stile di vita dei giovanissimi, possono ridurre l’entità del fenomeno. Sul sito di Eurosafe sono pubblicati i risultati e i documenti conclusivi del progetto. Leggi la sintesi dei documenti realizzata da EpiCentro.

 

Alcol e giovani: l’educazione parte dalla famiglia e arriva sulla strada

Continua il lavoro di Agivi (Associazione Giovani Viticoltori) per diffondere la cultura del bere responsabile tra i giovani. Un impegno costante, basato sul dialogo e confronto tra l’associazione e i coetanei dei soci. In questa direzione, si è da poco conclusa l’iniziativa dedicata al mondo della notte, che ha visto impegnata l’associazione per ben un mese e ha fatto emergere con chiarezza cosa i giovani pensano del vino e delle leggi proibizionistiche. Agivi ha infatti proposto in un noto locale milanese una serie di serate educative sul tema.
Nell’atmosfera rilassata del lounge bar, Agivi ha comunicato i propri valori: socialità e responsabilità, ma ha anche accolto i partecipanti con i propri vini, con un etilometro tascabile in omaggio e un questionario, ideato per dare la possibilità di esprimere un parere sul tema alcol e guida.
Dai dati emerge che i giovani associano il vino al valore dell’amicizia per 81%: sono le occasioni condivise, tra cui cene e ritrovi, che vedono il vino protagonista principalmente nei week-end e consumato fuori casa.
Tra gli adulti, invece, il vino è legato alla quotidianità, presente sulla tavola anche durante la settimana (bevono vino a casa il 23% dei giovani e il 53% degli adulti). Curiosamente, a partire dai 27 anni, il 10% degli intervistati ha iniziato a consumare vino ogni giorno.
L’ambito familiare risulta essere uno degli ambienti principali per l’educazione dei giovani al consumo responsabile. Il 30% ne evidenzia il ruolo fondamentale per educare e responsabilizzare i ragazzi sui vari aspetti dell’argomento, non ultimo quello legato alla salute.
Per il 60% di chi ha voluto integrare il questionario con suggerimenti personali, la famiglia ha un ruolo essenziale nel dare ai giovani dei valori ed evitare così che un disagio ben più profondo venga espresso nell’abuso di alcol. Il 32% di questi assegnano una particolare importanza anche ai meccanismi di controllo da parte delle forze dell’ordine.
Secondo il restante 8% degli intervistati, potenziare i mezzi pubblici e le modalità di trasporto “alternative” aiuterebbe a dissuadere i giovani dal mettersi alla guida della propria macchina in condizioni di potenziale rischio. Risulterebbe quindi necessario lo studio di misure adeguate. Fra queste, diminuire le tariffe dei taxi, organizzare trasporti collettivi, potenziare e aumentare i servizi pubblici durante la notte.
Il 31% degli intervistati è stato fermato almeno una volta per un controllo stradale. Di questi, il 12% è risultato negativo al test, mentre il 19% ha riportato un tasso alcolico superiore al limite consentito (0.50). Anche chi è risultato positivo al test ha dimostrato un approccio costruttivo, proponendo soluzioni contro le stragi del sabato sera. La consapevolezza dei rischi di mettersi alla guida in condizioni inadatte, infatti, è ben presente negli intervistati. I controlli stradali, multe più aspre e l’utilizzo dell’etilometro sono considerati dal 46% come strumenti adatti per responsabilizzare i giovani a patto, però, che, accanto ai controlli sul tasso alcolemico, si analizzi anche l’eventuale assunzione di sostanze stupefacenti.
Queste, infatti, sono aumentate in maniera esponenziale sia tra i giovani sia tra gli adulti, raggiungendo un consumo che risulta superiore a quello dell’alcol.
Il 45% si è dimostrato favorevole alla chiusura anticipata dei locali e al divieto della vendita di alcol dopo le ore 2.00, quando ormai il consumo non ha nulla a che fare con il piacere di una buona cena. Non ha invece raccolto consensi la proposta di inserimento di icone e messaggi negativi sull’etichetta della bottiglia, anche perché nei locali il vino viene solitamente servito al bicchiere e ciò renderebbe la misura inefficace.
Agivi da anni sta lavorando per diffondere una cultura del bere consapevole con iniziative come questa. I giovani produttori sono consci che oggi l’abuso di alcol è un grave problema della nostra società, che colpisce soprattutto la loro fascia d’età e segnala un disagio sociale
che parte dalla famiglia, dalla perdita dei valori e dalla mancata educazione all’interno delle mura domestiche.

 

La campagna della polizia stradale ICARO diventa europea: nasce ICARUS

Il ministro dell’Interno Maroni e il vicepresidente della Commissione UE Tajani siglano al Viminale un'intesa che fa del progetto italiano per la prevenzione degli incidenti stradali un’esperienza pilota per gli altri Paesi della Ue

Nasce da una costola di ICARO il nuovo progetto denominato ICARUS, Inter-Cultural Approaches for Road Users Safety, finanziato per oltre 700.000 euro dalla Commissione Europea.

Un'intesa, siglata dal ministro dell'Interno Roberto Maroni e dal vicepresidente della Commissione UE Antonio Tajani, farà del progetto italiano ICARO, la campagna di educazione stradale della Polizia di Stato per la prevenzione degli incidenti stradali (promossa in collaborazione con i ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti, dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e con la Fondazione ANIA) un’esperienza pilota per gli altri Paesi della Ue.

La presentazione del progetto, programmata per il 6 aprile scorso, era stata rinviata a causa dell’evento sismico che ha colpito la regione Abruzzo. Oggi l'iniziativa è stata illustrata presso il salone delle conferenze del Viminale. 
Sono intervenuti il ministro dell’Interno Roberto Maroni, il vice presidente della Commissione europea Antonio Tajani, il capo della Polizia, direttore generale della Pubblica Sicurezza, Antonio Manganelli, la Prof.ssa della Facoltà di Psicologia 2 dell’Università della Sapienza di Roma Anna Maria Giannini, il vice questore aggiunto della Polizia di Stato Elisabetta Mancini, un rappresentante della polizia slovena Andrei Justinek e il giornalista Franco Di Mare.

È motivo di «orgoglio – ha detto il ministro Roberto Maroni – che la Commissione europea abbia deciso di prendere il progetto italiano facendone una best pratice».
Anche il capo della Polizia Antonio Manganelli ha manifestato la sua soddisfazione per il successo della campagna. «La comunicazione - ha spiegato Manganelli - deve essere inserita tra gli strumenti di prevenzione, accanto alla vigilanza e ai controlli».

Il ministro dell’Interno ha riferito alcuni dati relativi agli incidenti stradali che si sono verificati nei primi quattro mesi del 2009. Rispetto allo stesso periodo dell'anno passato, si registra una diminuzione complessiva del 10,6%, gli incidenti mortali passano da 840 a 648 diminuendo del 22,9% e le vittime scendono del 24,4%, da 937 a 708.
In Europa, ha riferito il vicepresidente della Commissione UE Tajani, sono decedute sulle strade 39.000 persone nel 2008, quasi un quarto delle vittime erano giovani. La battaglia che l’Europa sta combattendo, ha spiegato Tajani, è quella di dimezzare entro il 2010 il numero delle vittime sulle strade, un obiettivo ambizioso che si intende raggiungere anche attraverso il dialogo con i ragazzi per trasmettere loro la cultura della sicurezza stradale.
Per entrare in contatto con i più giovani, ha riferito il vice questore aggiungo della Polizia di Stato Elisabetta Mancini, «siamo scesi dalla cattedra». Si sono cercati i linguaggi più vicini ai ragazzi, adottando diverse strategie: sono stati organizzati spettacoli, coinvolti divi del cinema e dello sport e sono state presentate le immagini crude degli incidenti mortali.

Il progetto ICARUS

Impegnerà la Polizia Stradale per 30 mesi di lavoro, con l’obiettivo di costruire in Europa una rete di ricercatori, educatori ed operatori di polizia, permettendo alla Facoltà di Psicologia 2 della Sapienza di Roma di svolgere una ricerca sui comportamenti di guida dei giovani guidatori e sui principali fattori che mettono a repentaglio la sicurezza stradale. 
L’idea è che alla crescente armonizzazione delle regole della circolazione stradale in Europa, realizzata grazie all’opera della Commissione e degli altri organi comunitari, corrisponda un comune sentire, un linguaggio comune europeo sulla sicurezza stradale ed un’omogeneità nella formazione di tutti i giovani dell’Unione.
Tre importanti meeting internazionali a Roma, Lubjana e Bruxelles ed un cortometraggio dal titolo Young Europe, girato in quattro Paesi dell’Unione, completano un progetto che coinvolge e vuole rendere protagonisti i giovani in tutte le sue fasi: come destinatari della ricerca e della formazione, come attori della ricerca di un linguaggio comune europeo sulla sicurezza stradale, come miglior tramite per costruire un’effettiva vicinanza del mondo giovanile all’Europa

 

Alcohol prevention day 2009

In Italia, il binge drinking (bere fino a ubriacarsi) e il policonsumo di bevande alcoliche sono in aumento soprattutto tra i minorenni e, in particolare, tra le ragazze. Il consumo per ubriacarsi, inoltre, non è più un fenomeno episodico, ma diventa un’abitudine frequente nei fine settimana, in particolare il sabato sera.

Obiettivo principale dell’Alcohol Prevention Day 2009 (Apd), giunto all’ottava edizione e finanziato nell’ambito dell’accordo di collaborazione tra ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali e Istituto superiore di sanità, è la diffusione di evidenze scientifiche, dati e priorità di prevenzione alcolcorrelata. Il workshop, che celebra il decennale dell’Osservatorio nazionale alcol, focalizza l’attenzione sulle problematiche emergenti connesse al crescente uso dannoso e rischioso di bevande alcoliche nella popolazione italiana, come l’incremento dei livelli di morbilità, disabilità e mortalità associate all’uso di alcol.

L’Apd coinvolge tutti gli interlocutori che partecipano attivamente alla programmazione e all’attuazione degli interventi di promozione di stili e modelli del bere utili a garantire livelli elevati di tutela della salute e di sicurezza, individuali e collettivi. La giornata della prevenzione alcologica e il convegno ospitato dall’Iss, rientrano nella cornice dell’iniziativa “Aprile, mese della prevenzione alcologica” ideata e promossa nel 2001 dalla Società italiana di alcologia (Sia) e dall’Associazione italiana club alcolisti in trattamento (Aicat).

Il workshop all’Istituto superiore di sanità

Il convegno organizzato a Roma ha esaminato diversi aspetti di particolare attualità dei rischi alcolcorrelati: l’abuso da parte di giovani e giovanissimi, il consumo non moderato quotidiano di alcol (anche negli anziani), l’aumento del consumo tra le ragazze e le donne, i rischi legati al consumo di alcol in gravidanza e durante l’orario di lavoro, la disponibilità (affordability) di bevande alcoliche e l’influenza sulle scelte di consumo dei giovani del marketing e dei messaggi veicolati dai media.

Consulta gli approfondimenti sull’Alcohol prevention day 2009:

Materiali per la comunicazione

In occasione dell’Alcohol Prevention Day 2009, il Centro servizi documentazione alcol dell’Iss offre una nuova serie di materiali per la prevenzione alcologica dedicata a minori, adolescenti, donne, famiglie, decisori e programmatori politici e sanitari. Tutti i materiali prodotti per la comunicazione sono accessibili liberamente ed è possibile richiedere all’indirizzo e-mail appositamente dedicato alcol@iss.it l’autorizzazione per la ristampa in forma autonoma (o a alla pubblicazione su siti web dedicati extraistituzionali) o l’invio di copie. Scarica i materiali per la documentazione:

Il rapporto Istisan sul monitoraggio epidemiologico

Il workshop è stato anche l’occasione per presentare il rapporto Istisan “Epidemiologia e monitoraggio alcol-correlato in Italia” prodotto nell’ambito del progetto biennale “Raccolta e analisi centralizzata di flussi informativi e dati per il monitoraggio dell’impatto dell’uso e abuso di alcol sulla salute in Italia, in supporto all’implementazione delle attività del Piano nazionale alcol e salute”. Il documento, recentemente utilizzato anche come utile fonte di conoscenze e valutazione per l’ultima relazione al Parlamento (pdf 1,1 Mb) del ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali in materia di alcol e problemi alcolcorrelati, è il primo dei due contributi annuali previsti dal progetto. Realizzato dal gruppo di lavoro C.S.D.A. Centro Servizi Documentazione Alcol dell’Iss in collaborazione con: World Health Organization Collaborating Centre for Research and Health Promotion on Alcohol and Alcohol-related Problems, Società italiana di alcologia (Sia), Centro alcologico regionale della Toscana, Associazione italiana dei club degli alcolisti in trattamento (Aicat) ed Eurocare Italia, il documento risponde all’esigenza di una valutazione tecnico-scientifica capace di elaborare le basi di dati ufficiali esistenti e di produrre stime epidemiologiche più aderenti alle esigenze specifiche di salute pubblica e coerenti con le necessità e i bisogni della programmazione e della prevenzione sociosanitaria.

 

Alcol e sicurezza stradale: è urgente un approccio integrato basato sull’evidenza

Emanuele Scafato, direttore Osservatorio nazionale alcol - Cnesps, Iss

L’alcol alla guida è, in Italia e in Europa, la prima causa di morte dei giovani di età compresa tra i 16 e i 25 anni. Come dimostrato dai recenti dati pubblicati dall'Osservatorio nazionale alcol (sono 1 milione e mezzo i giovani che consumano alcol secondo modalità rischiose o dannose), il fenomeno del bere giovanile e, in particolare, del bere alla guida è un emergenza nazionale da affrontare con estrema urgenza.

 

A fronte dei numerosi richiami formali di Parlamento europeo, Consiglio e Commissione europea, Oms, obiettivi, strategie e azioni previste nel Piano nazionale alcol e salute e nel programma Guadagnare Salute, in considerazione delle proposte della Consulta nazionale alcol (legge 125/2001) e dei numerosi e rigorosi richiami emersi dalla prima Conferenza nazionale alcol dell’ottobre 2008 e, nonostante la disponibilità dei dati elaborati e diffusi dall’Osservatorio nazionale alcol (Cnesps - Iss), la Società italiana di alcologia e associazioni come la Fondazione Luigi Guccione, la Federazione italiana per la sicurezza stradale, la Federazione italiana dei medici pediatri, la Federazione italiana dei medici di famiglia, la Società italiana traumatologia della strada, hanno rilevato che alle dichiarazioni di intenti hanno fatto seguito proposte che meriterebbero una maggiore aderenza all’evidenza disponibile la cui applicazione consentirebbe  di adottare un approccio maggiormente capace di affrontare le cause, di arginare gli effetti negativi in termini di salute e sicurezza rilevati nel contesto alcol e guida.

Poche risorse

Molte azioni indispensabili per la tutela della sicurezza e della salute rispetto all’influenza dell’alcol alla guida sono elencate nel decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri sulla strategia "Guadagnare Salute" e nell'intesa Stato-Regioni, che ha portato alla stesura del Piano nazionale alcol e salute; le attività e le misure richiedono ovviamente risorse allocate rivolte a rendere applicative le strategie delineate tra cui quelle relative all’indispensabile investimento economico destinato alle attività di prevenzione, promozione della salute, informazione, comunicazione e sensibilizzazione, tra cui, non ultime. quelle destinate alla ricerca e alla prevenzione che attualmente risultano particolarmente penalizzate. In occasione dell’ultima Giornata mondiale del ricordo delle vittime della strada - che ha messo al centro della riflessione le drammatiche conseguenze sociali del fenomeno - il Presidente della Repubblica, da sempre sensibile e attento ai gravi problemi connessi all’aumento degli incidenti stradali e delle loro vittime, ha ribadito la convinzione che solo attraverso un impegno sinergico di tutti i soggetti interessati sia possibile realizzare un’efficace azione volta a contenere questo tragico fenomeno. Nelle dichiarazioni del Presidente della Repubblica si fa esplicito riferimento alle misure legislative che inaspriscono le sanzioni previste a carico dei trasgressori delle norme sulla sicurezza stradale, alle quali si deve affiancare, in maniera efficiente, un’articolata strategia a garanzia della diffusione della cultura della prevenzione che coinvolga soprattutto le nuove generazioni. 

Una strategia globale

Appare dunque inderogabile, come testimoniato dall'attivazione di tutti gli Stati membri dell’Ue, l’adozione di rinnovate strategie, non più limitate all’esame di un singolo o particolare provvedimento (come quello ampiamente condivisibile della diminuzione dei livelli consentiti di alcolemia alla guida), ma di più ampio respiro. Strategie che comprendano tutti gli aspetti che contribuiscono in modo evidente e attivo all’impatto sociale e sanitario dell’incidentalità stradale (mortalità, morbilità, invalidità). Strategie rivolte, in particolare, alla riduzione degli eventi fatali, dei quali alcol e stato di ebbrezza sono i principali fattori causali completamente evitabili. 

Alcolemia e incidenti stradali: i dati

Dalla revisione della letteratura e dalle esperienze in atto a livello europeo e internazionale, è evidente che un livello di alcolemia compreso tra 0,2 e 0,5 grammi/litro si accompagna a un rischio di incidente fatale 3 volte maggiore rispetto al livello di alcolemia zero (tra 0,5 e 0,8 il rischio è addirittura 6 volte superiore; tra 0,8 e 0,9 ben 11 volte maggiore). Il livello di alcolemia (ac) di 0,5 è l’attuale livello di rischio previsto dalla normativa vigente in Italia, a fronte del quale le Forze dell’ordine hanno registrato nei primi dieci mesi del 2008 circa 40 mila soggetti alla guida in stato di ebbrezza. Il che equivale a 4000 al mese e 130 al giorno. Il 65% di tutte le alcolemie rilevate supera il valore 1 (il 36% i livelli di 1-1,5 di Bac, il 29% i livelli di 1,5).

A fronte di simili evidenze e, come giustamente menzionato, nelle tabelle esposte nei luoghi di somministrazione ai sensi del Dm 3/8/07, l’Oms ribadisce che non esistono livelli sicuri di consumo alla guida e che la guida, al pari di gravidanza, luoghi di lavoro e minori, è da considerarsi un contesto “Alcohol free”.

Le nuove proposte

L'adozione di un livello zero per tutti i minori di 21 anni e per quanti hanno una relativa inesperienza alla guida è da considerarsi indispensabile, anche in termini di orientamento, dalla risoluzione del Parlamento europeo del dicembre 2007. La stessa risoluzione, tuttavia, sollecitava anche l'adozione di misure contestuali come:

  • promuovere un sostanziale aumento dei controlli del tasso di alcolemia e affrontare la notevole disparità delle normative tra Stati membri, mirando a una convergenza della frequenza dei controlli nonché allo scambio delle migliori pratiche per quanto riguarda i luoghi in cui i controlli devono essere effettuati

  • promuovere sanzioni più severe per la guida in stato di ebbrezza, come la sospensione prolungata della patente di guida

  • tenendo presente che alcuni cibi preparati potrebbero contenere tracce di alcol, promuovere la fissazione di un livello massimo di alcolemia pari allo zero per mille per:

  • i conducenti di un mezzo di trasporto che richieda una patente di guida di categoria A o B

  • i conducenti di un mezzo di trasporto che richieda una patente di guida di categoria superiore

  • tutti gli autisti professionisti.

Intensificare i controlli

Nelle varie proposte avanzate recentemente, alcune di queste indicazioni sono state accolte; è da rilevare tuttavia che la mancata riduzione del tasso medio di alcolemia, attesa e auspicabile ai fini di ridurre la mortalità relativa a tutte le classi di età e non solo di quella registrabile per le classi più giovanili,  rende queste misure parzialmente inefficaci, specie se non accompagnate da quella indispensabile complementarietà richiamata dalla Risoluzione del Parlamento europeo per il conseguimento dei risultati attesi attraverso l’applicazione della strategia complessiva di contrasto di consumo di alcol alla guida. Misure parziali rischiano di rivelarsi, in buona sostanza, solo parzialmente efficaci se non ricomprenderanno tutti i livelli utili e indispensabili a far sì che la norma possa trasformarsi nel tempo in cultura e alla fine contribuire, nel medio e lungo termine, a modificare e combattere comportamenti contrari alla tutela della sicurezza collettiva.

Pur nel rispetto delle prerogative degli Stati membri a riconsiderare i livelli correnti di alcolemia, è evidente che il livello medio di alcolemia alla guida rappresenta sempre e comunque un compromesso rispetto all'unico livello di tutela sicura (alcol zero), che ha risvolti importanti in termini di impatto e soprattutto di rischio di mortalità e disabilità. Qualunque sia il livello di alcolemia adottato - anche fosse, per assurdo, più elevato rispetto a quello attuale - ciò che conta è, comunque, garantire un numero di controlli adeguati e quindi livelli di risorse coerenti. In Francia, per esempio, questo numero si è dimostrato essere pari a circa 9 milioni l'anno, contro il milione e 350 mila circa di quelli italiani.

Verso l’Alcohol Prevention Day 2009

Nel corso dell'Alcohol Prevention Day 2009, si renderà pubblico il rapporto elaborato da Jurgen Rehm (Oms) in collaborazione con l'Osservatorio nazionale alcol, che identifica l'incidentalità stradale causata dall'alcol come la terza causa di disabilità in Italia nel corso dei prossimi anni. Lo studio internazionale sul burden of disease, elaborato a livello mondiale dall’Oms, conferma queste tendenze per tutti i Paesi europei, dove – su scala mondiale - si rilevano i più elevati consumi e livelli di alcolemia consentita alla guida, che necessitano di un’opportuna revisione.

Una revisione peraltro invocata anche da istituzioni internazionali: l’Oms sta predisponendo una strategia globale, sollecitata dalle risoluzioni WHA 58.26 e WHA 61.4 e dalle documentazioni prodotte dai comitati di esperti che, anche sulla base della Framework on Alcohol Policies for the European Union, sostengono la necessità di mantenere "alcohol free" il contesto alcol e guida. Secondo le valutazioni dell’Osservatorio nazionale alcol del Cnesps-Iss, una strategia di intervento per il contesto alcol e guida deve coinvolgere, comunque, il livello medio di popolazione per giungere attraverso il mondo degli adulti a regolamentare anche quello dei giovani. Introdurre limitazioni solo per un certo target di popolazione si è spesso dimostrato inefficace, oltre ad aver provocato, peraltro, disuguaglianze di salute evitabili.

Proposte per migliorare la sicurezza sulle strade

Alla luce di quanto esposto, restano fermi alcuni punti rispetto ai quali è utile confermare e ribadire le dieci iniziative e misure che possono contribuire a innalzare efficacemente i livelli di sicurezza stradale. Misure che sono state approvate da due anni dalla Consulta nazionale alcol, pubblicate nella relazione al Parlamento del ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali ai sensi della Legge 125/2001 ed emerse e rafforzate dalla Conferenza nazionale alcol e dalla Conferenza sulle politiche antidroga.

Molte di queste misure sono richiamate esplicitamente nella risoluzione del Parlamento europeo del dicembre 2007: 

  • riconsiderare i livelli attuali di alcolemia consentiti alla guida e valutare l’opportunità di introdurre livelli più bassi (introduzione di livelli progressivamente decrescenti - a partire da un livello di 0,2 - adeguatamente differenziato per i target di popolazione a maggior rischio)

  • introdurre livelli di alcolemia consentiti alla guida pari a zero per i più giovani guidatori (sino a 21 anni, per esempio) e per quelli che hanno preso la patente da meno di 5 anni

  • valutare l’opportunità di vietare l’assunzione di alcol nel corso di attività lavorative che comportano la guida di autoveicoli, con particolare riferimento alle patenti superiori alla B, come nel caso dei mezzi adibiti al trasporto di terzi (come già prefigurato in parte attraverso il provvedimento di intesa Stato-Regioni del 16 marzo 2006, che richiede ulteriori articolazioni applicative urgenti)

  • consolidare la tutela della salute e della sicurezza dei minori e dei giovani fino a 18 anni (in particolare quelli che comunque si pongono alla guida di veicoli), incrementando da 16 a 18 anni l’età minima legale per la somministrazione delle bevande alcoliche. Inoltre, introdurre il divieto di vendita, non solo di somministrazione (come da proposta di legge già avanzata)

  • promuovere il divieto di vendita di tutte le bevande alcoliche sulle autostrade per 24 ore al giorno, modificando in via permanente l’attuale decreto legge che prevede il divieto di vendita solo dei superalcolici tra le 20 e le 6 del mattino

  • incrementare il numero dei controlli dell’alcolemia da attuare in maniera randomizzata e secondo protocolli prestabiliti come, per esempio, quelli già prodotti dall’Iss

  • favorire le iniziative che prevedono l’autocontrollo dell’alcolemia prima di porsi alla guida all’uscita di locali pubblici e quelle che contemplano la possibilità di trasporto di persone non idonee alla guida attraverso mezzi pubblici

  • favorire l’attuazione di campagne di sensibilizzazione che incrementino nella popolazione la consapevolezza del rischio connesso all’alcol alla guida, coinvolgendo scuole e famiglie

  • favorire l’attuazione di iniziative rivolte ai giovani - come quella del “guidatore designato” - arricchita di una componente di ricerca conoscitiva e di valutazione dell'intervento

  • finanziare la ricerca sui fattori che possono contribuire a diminuire l'impatto sulla salute e sulla sicurezza di comportamenti di abuso alcolico o di modelli che possono favorire l'adozione di stili di vita sani e di una guida più sicura.

La richiesta di una conferenza nazionale sulla sicurezza e sull’incidentalità stradale avanzate di recente dalle società scientifiche di settore e dalle associazioni delle vittime della strada è una logica conseguenza di tutte le considerazioni sinora poste ed è un appello che non può che essere accolto, condiviso e supportato. E’ infatti indispensabile e urgente provvedere a contrastare le tendenze registrate in Italia ed è, oggi più che mai, un imperativo categorico, etico oltre che civico, contribuire al raggiungimento degli obiettivi europei sottoscritti per dimezzare la mortalità specifica entro il 2010. Obiettivi che quasi sicuramente non potranno essere raggiunti ma che devono rappresentare un impegno che comunque ha già coinvolto e innalzato la sensibilità dell’opinione pubblica, così come dell’attenzione delle istituzioni e della società rispetto all’esigenza di un più elevato livello di tutela della sicurezza per salvaguardare il diritto individuale e collettivo esplicitamente sancito dall’art. 2 dalla legge 125/2001.

 

Sicurezza stradale: diminuiscono gli incidenti
e le vittime del fine settimana

Prosegue l’impegno del Governo per contrastare gli incidenti stradali e soprattutto il fenomeno della guida in stato di ebbrezza alcolica o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

Con le recenti modifiche legislative, l’aumento dei controlli antialcol, delle sostanze stupefacenti e le campagne di comunicazione, si stanno registrando i primi risultati positivi.

Dai dati del Ministero dell’Interno, presentati dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, il 3 aprile 2009, facendo un raffronto tra l’anno 2007 e l’anno 2008 si evidenzia che il numero complessivo degli incidenti nei fine settimana è diminuito del 9,4%. È anche diminuito il numero delle persone decedute nel corso del 2008: sono, infatti, 113 i morti in meno rispetto al 2007.

Ancor più significativa ed apprezzabile è la riduzione del numero dei decessi dei giovani (cioè delle persone di età inferiore ai 30 anni). In questo caso sono stati registrati 104 morti in meno nel 2008 rispetto al 2007 (- 15% ).

Leggera diminuzione anche della percentuale delle vittime con età inferiore ai 30 anni, negli incidenti stradali del fine settimana, rispetto al totale dei morti: 41 % nel 2007, 37 % nel 2008.

Si registra un andamento positivo anche per il numero dei feriti, passato da 47.620 (nel 2007) a 43.213 (nel 2008), con una diminuzione pari al 9,2% .

Per quanto riguarda il numero degli incidenti mortali notturni (vale a dire dalle ore 22 alle 6), si riscontra una diminuzione del 12,1%, passando da 497 a 437 incidenti; e per quanto riguarda il dato relativo alle vittime negli incidenti notturni del fine settimana, una diminuzione del 12,7%, passando da 583 a 509 persone decedute.

Fonte: Ministero dell'Interno

 

Alcol e sicurezza stradale: è urgente un approccio integrato basato sull’evidenza

Emanuele Scafato, direttore Osservatorio nazionale alcol - Cnesps, Iss

L’alcol alla guida è, in Italia e in Europa, la prima causa di morte dei giovani di età compresa tra i 16 e i 25 anni. Come dimostrato dai recenti dati pubblicati dall'Osservatorio nazionale alcol (sono 1 milione e mezzo i giovani che consumano alcol secondo modalità rischiose o dannose), il fenomeno del bere giovanile e, in particolare, del bere alla guida è un emergenza nazionale da affrontare con estrema urgenza.

A fronte dei numerosi richiami formali di Parlamento europeo, Consiglio e Commissione europea, Oms, obiettivi, strategie e azioni previste nel Piano nazionale alcol e salute e nel programma Guadagnare Salute, in considerazione delle proposte della Consulta nazionale alcol (legge 125/2001) e dei numerosi e rigorosi richiami emersi dalla prima Conferenza nazionale alcol dell’ottobre 2008 e, nonostante la disponibilità dei dati elaborati e diffusi dall’Osservatorio nazionale alcol (Cnesps - Iss), la Società italiana di alcologia e associazioni come la Fondazione Luigi Guccione, la Federazione italiana per la sicurezza stradale, la Federazione italiana dei medici pediatri, la Federazione italiana dei medici di famiglia, la Società italiana traumatologia della strada, hanno rilevato che alle dichiarazioni di intenti hanno fatto seguito proposte che meriterebbero una maggiore aderenza all’evidenza disponibile la cui applicazione consentirebbe  di adottare un approccio maggiormente capace di affrontare le cause, di arginare gli effetti negativi in termini di salute e sicurezza rilevati nel contesto alcol e guida.

Poche risorse

Molte azioni indispensabili per la tutela della sicurezza e della salute rispetto all’influenza dell’alcol alla guida sono elencate nel decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri sulla strategia "Guadagnare Salute" e nell'intesa Stato-Regioni, che ha portato alla stesura del Piano nazionale alcol e salute; le attività e le misure richiedono ovviamente risorse allocate rivolte a rendere applicative le strategie delineate tra cui quelle relative all’indispensabile investimento economico destinato alle attività di prevenzione, promozione della salute, informazione, comunicazione e sensibilizzazione, tra cui, non ultime. quelle destinate alla ricerca e alla prevenzione che attualmente risultano particolarmente penalizzate. In occasione dell’ultima Giornata mondiale del ricordo delle vittime della strada - che ha messo al centro della riflessione le drammatiche conseguenze sociali del fenomeno - il Presidente della Repubblica, da sempre sensibile e attento ai gravi problemi connessi all’aumento degli incidenti stradali e delle loro vittime, ha ribadito la convinzione che solo attraverso un impegno sinergico di tutti i soggetti interessati sia possibile realizzare un’efficace azione volta a contenere questo tragico fenomeno. Nelle dichiarazioni del Presidente della Repubblica si fa esplicito riferimento alle misure legislative che inaspriscono le sanzioni previste a carico dei trasgressori delle norme sulla sicurezza stradale, alle quali si deve affiancare, in maniera efficiente, un’articolata strategia a garanzia della diffusione della cultura della prevenzione che coinvolga soprattutto le nuove generazioni. 

Una strategia globale

Appare dunque inderogabile, come testimoniato dall'attivazione di tutti gli Stati membri dell’Ue, l’adozione di rinnovate strategie, non più limitate all’esame di un singolo o particolare provvedimento (come quello ampiamente condivisibile della diminuzione dei livelli consentiti di alcolemia alla guida), ma di più ampio respiro. Strategie che comprendano tutti gli aspetti che contribuiscono in modo evidente e attivo all’impatto sociale e sanitario dell’incidentalità stradale (mortalità, morbilità, invalidità). Strategie rivolte, in particolare, alla riduzione degli eventi fatali, dei quali alcol e stato di ebbrezza sono i principali fattori causali completamente evitabili. 

Alcolemia e incidenti stradali: i dati

Dalla revisione della letteratura e dalle esperienze in atto a livello europeo e internazionale, è evidente che un livello di alcolemia compreso tra 0,2 e 0,5 grammi/litro si accompagna a un rischio di incidente fatale 3 volte maggiore rispetto al livello di alcolemia zero (tra 0,5 e 0,8 il rischio è addirittura 6 volte superiore; tra 0,8 e 0,9 ben 11 volte maggiore). Il livello di alcolemia (ac) di 0,5 è l’attuale livello di rischio previsto dalla normativa vigente in Italia, a fronte del quale le Forze dell’ordine hanno registrato nei primi dieci mesi del 2008 circa 40 mila soggetti alla guida in stato di ebbrezza. Il che equivale a 4000 al mese e 130 al giorno. Il 65% di tutte le alcolemie rilevate supera il valore 1 (il 36% i livelli di 1-1,5 di Bac, il 29% i livelli di 1,5).

A fronte di simili evidenze e, come giustamente menzionato, nelle tabelle esposte nei luoghi di somministrazione ai sensi del Dm 3/8/07, l’Oms ribadisce che non esistono livelli sicuri di consumo alla guida e che la guida, al pari di gravidanza, luoghi di lavoro e minori, è da considerarsi un contesto “Alcohol free”.

Le nuove proposte

L'adozione di un livello zero per tutti i minori di 21 anni e per quanti hanno una relativa inesperienza alla guida è da considerarsi indispensabile, anche in termini di orientamento, dalla risoluzione del Parlamento europeo del dicembre 2007. La stessa risoluzione, tuttavia, sollecitava anche l'adozione di misure contestuali come:

  • promuovere un sostanziale aumento dei controlli del tasso di alcolemia e affrontare la notevole disparità delle normative tra Stati membri, mirando a una convergenza della frequenza dei controlli nonché allo scambio delle migliori pratiche per quanto riguarda i luoghi in cui i controlli devono essere effettuati

  • promuovere sanzioni più severe per la guida in stato di ebbrezza, come la sospensione prolungata della patente di guida

  • tenendo presente che alcuni cibi preparati potrebbero contenere tracce di alcol, promuovere la fissazione di un livello massimo di alcolemia pari allo zero per mille per:

  • i conducenti di un mezzo di trasporto che richieda una patente di guida di categoria A o B

  • i conducenti di un mezzo di trasporto che richieda una patente di guida di categoria superiore

  • tutti gli autisti professionisti.

Intensificare i controlli

Nelle varie proposte avanzate recentemente, alcune di queste indicazioni sono state accolte; è da rilevare tuttavia che la mancata riduzione del tasso medio di alcolemia, attesa e auspicabile ai fini di ridurre la mortalità relativa a tutte le classi di età e non solo di quella registrabile per le classi più giovanili,  rende queste misure parzialmente inefficaci, specie se non accompagnate da quella indispensabile complementarietà richiamata dalla Risoluzione del Parlamento europeo per il conseguimento dei risultati attesi attraverso l’applicazione della strategia complessiva di contrasto di consumo di alcol alla guida. Misure parziali rischiano di rivelarsi, in buona sostanza, solo parzialmente efficaci se non ricomprenderanno tutti i livelli utili e indispensabili a far sì che la norma possa trasformarsi nel tempo in cultura e alla fine contribuire, nel medio e lungo termine, a modificare e combattere comportamenti contrari alla tutela della sicurezza collettiva.

Pur nel rispetto delle prerogative degli Stati membri a riconsiderare i livelli correnti di alcolemia, è evidente che il livello medio di alcolemia alla guida rappresenta sempre e comunque un compromesso rispetto all'unico livello di tutela sicura (alcol zero), che ha risvolti importanti in termini di impatto e soprattutto di rischio di mortalità e disabilità. Qualunque sia il livello di alcolemia adottato - anche fosse, per assurdo, più elevato rispetto a quello attuale - ciò che conta è, comunque, garantire un numero di controlli adeguati e quindi livelli di risorse coerenti. In Francia, per esempio, questo numero si è dimostrato essere pari a circa 9 milioni l'anno, contro il milione e 350 mila circa di quelli italiani.

Verso l’Alcohol Prevention Day 2009

Nel corso dell'Alcohol Prevention Day 2009, si renderà pubblico il rapporto elaborato da Jurgen Rehm (Oms) in collaborazione con l'Osservatorio nazionale alcol, che identifica l'incidentalità stradale causata dall'alcol come la terza causa di disabilità in Italia nel corso dei prossimi anni. Lo studio internazionale sul burden of disease, elaborato a livello mondiale dall’Oms, conferma queste tendenze per tutti i Paesi europei, dove – su scala mondiale - si rilevano i più elevati consumi e livelli di alcolemia consentita alla guida, che necessitano di un’opportuna revisione.

Una revisione peraltro invocata anche da istituzioni internazionali: l’Oms sta predisponendo una strategia globale, sollecitata dalle risoluzioni WHA 58.26 e WHA 61.4 e dalle documentazioni prodotte dai comitati di esperti che, anche sulla base della Framework on Alcohol Policies for the European Union, sostengono la necessità di mantenere "alcohol free" il contesto alcol e guida. Secondo le valutazioni dell’Osservatorio nazionale alcol del Cnesps-Iss, una strategia di intervento per il contesto alcol e guida deve coinvolgere, comunque, il livello medio di popolazione per giungere attraverso il mondo degli adulti a regolamentare anche quello dei giovani. Introdurre limitazioni solo per un certo target di popolazione si è spesso dimostrato inefficace, oltre ad aver provocato, peraltro, disuguaglianze di salute evitabili.

Proposte per migliorare la sicurezza sulle strade

Alla luce di quanto esposto, restano fermi alcuni punti rispetto ai quali è utile confermare e ribadire le dieci iniziative e misure che possono contribuire a innalzare efficacemente i livelli di sicurezza stradale. Misure che sono state approvate da due anni dalla Consulta nazionale alcol, pubblicate nella relazione al Parlamento del ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali ai sensi della Legge 125/2001 ed emerse e rafforzate dalla Conferenza nazionale alcol e dalla Conferenza sulle politiche antidroga.

Molte di queste misure sono richiamate esplicitamente nella risoluzione del Parlamento europeo del dicembre 2007: 

  • riconsiderare i livelli attuali di alcolemia consentiti alla guida e valutare l’opportunità di introdurre livelli più bassi (introduzione di livelli progressivamente decrescenti - a partire da un livello di 0,2 - adeguatamente differenziato per i target di popolazione a maggior rischio)

  • introdurre livelli di alcolemia consentiti alla guida pari a zero per i più giovani guidatori (sino a 21 anni, per esempio) e per quelli che hanno preso la patente da meno di 5 anni

  • valutare l’opportunità di vietare l’assunzione di alcol nel corso di attività lavorative che comportano la guida di autoveicoli, con particolare riferimento alle patenti superiori alla B, come nel caso dei mezzi adibiti al trasporto di terzi (come già prefigurato in parte attraverso il provvedimento di intesa Stato-Regioni del 16 marzo 2006, che richiede ulteriori articolazioni applicative urgenti)

  • consolidare la tutela della salute e della sicurezza dei minori e dei giovani fino a 18 anni (in particolare quelli che comunque si pongono alla guida di veicoli), incrementando da 16 a 18 anni l’età minima legale per la somministrazione delle bevande alcoliche. Inoltre, introdurre il divieto di vendita, non solo di somministrazione (come da proposta di legge già avanzata)

  • promuovere il divieto di vendita di tutte le bevande alcoliche sulle autostrade per 24 ore al giorno, modificando in via permanente l’attuale decreto legge che prevede il divieto di vendita solo dei superalcolici tra le 20 e le 6 del mattino

  • incrementare il numero dei controlli dell’alcolemia da attuare in maniera randomizzata e secondo protocolli prestabiliti come, per esempio, quelli già prodotti dall’Iss

  • favorire le iniziative che prevedono l’autocontrollo dell’alcolemia prima di porsi alla guida all’uscita di locali pubblici e quelle che contemplano la possibilità di trasporto di persone non idonee alla guida attraverso mezzi pubblici

  • favorire l’attuazione di campagne di sensibilizzazione che incrementino nella popolazione la consapevolezza del rischio connesso all’alcol alla guida, coinvolgendo scuole e famiglie

  • favorire l’attuazione di iniziative rivolte ai giovani - come quella del “guidatore designato” - arricchita di una componente di ricerca conoscitiva e di valutazione dell'intervento

  • finanziare la ricerca sui fattori che possono contribuire a diminuire l'impatto sulla salute e sulla sicurezza di comportamenti di abuso alcolico o di modelli che possono favorire l'adozione di stili di vita sani e di una guida più sicura.

La richiesta di una conferenza nazionale sulla sicurezza e sull’incidentalità stradale avanzate di recente dalle società scientifiche di settore e dalle associazioni delle vittime della strada è una logica conseguenza di tutte le considerazioni sinora poste ed è un appello che non può che essere accolto, condiviso e supportato. E’ infatti indispensabile e urgente provvedere a contrastare le tendenze registrate in Italia ed è, oggi più che mai, un imperativo categorico, etico oltre che civico, contribuire al raggiungimento degli obiettivi europei sottoscritti per dimezzare la mortalità specifica entro il 2010. Obiettivi che quasi sicuramente non potranno essere raggiunti ma che devono rappresentare un impegno che comunque ha già coinvolto e innalzato la sensibilità dell’opinione pubblica, così come dell’attenzione delle istituzioni e della società rispetto all’esigenza di un più elevato livello di tutela della sicurezza per salvaguardare il diritto individuale e collettivo esplicitamente sancito dall’art. 2 dalla legge 125/2001.
Fonte: EpiCentro

 

Sicurezza stadale
Al via la campagna “Siamo tutti pedoni”
La campagna si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e il patrocinio dell’ANCI

Parte il 25 marzo la campagna nazionale per la sicurezza degli utenti deboli della strada che si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e il patrocinio dell’ANCI.  

Ogni anno in Italia vengono uccisi più di 600 pedoni: nel 2007 si contano oltre 600 vittime e più di 20mila le persone ferite. Tra i più colpiti gli anziani, oltre il 50% delle vittime ha più di 65 anni.

Hanno aderito alla campagna tante istituzioni, scuole, aziende sanitarie, associazioni, tanti soggetti diversi insieme per dire che la strage può essere drasticamente ridotta.

Da Catanzaro a Roma, da Bologna a Palermo, da Milano a Cosenza, da Trieste a Bari verranno promosse iniziative in tante città. Per tutelare gli utenti deboli della strada serve innanzitutto far crescere la cultura del rispetto per chi cammina, serve più senso di responsabilità da parte di chi guida, ma servono anche percorsi pedonali protetti, reti di piste ciclabili, l’abbattimento delle barriere architettoniche. Fondamentale è anche mettere in sinergia il lavoro educativo con quello svolto nel campo della prevenzione e della repressione dalle forze dell'ordine. Serve l’utilizzo diffuso delle tecnologie per scoraggiare comportamenti pericolosi, serve, come per altri paesi europei, l’introduzione dell’obbligo per i conducenti di dare sempre la precedenza anche ai pedoni che si accingono ad attraversare. Serve più attenzione da parte dei costruttori delle auto.

Numerose le iniziative programmate nel corso della campagna che dura sino a maggio. A Bologna verrà realizzata un’installazione di grande impatto emotivo in Piazza Maggiore. A Bari e Palermo in due piazze verranno collocate sedie vuote a comunicare l’assenza di tante vite perdute sulle strade. A Roma bambini e anziani sedendosi a terra comporranno la scritta “Strada alla vita”. In altre città verranno distribuiti fiori agli automobilisti come segnale di “pace” tra pedoni e conducenti.

 

 

Legittimo l’uso dell’etilometro quale strumento di prova dello stato di ebbrezza

 

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA
 DELIBERAZIONE 18 dicembre 2008
Piano nazionale della sicurezza stradale (articolo 32, legge n. 144/1999). Quarto e quinto programma di attuazione. (Deliberazione n. 108/2008). (GU n. 73 del 28-3-2009 )

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Cassazione: promosso alcol test per strada. Non è invasivo e non lede la privacy

Lo screening veloce per verificare il tasso alcolemico non lede la privacy e non è invasivo. Lo stabilisce la Corte di Cassazione che promuove l'alcol test fatto per strada con apparecchi portatili come uno strumento in grado di "incrementare in modo significativo il numero delle persone controllate" e garantire una maggiore sicurezza sulle strade. La Quarta sezione penale della Corte (sentenza 8805/2009) ritiene infatti legittimo l'accertamento direttamente sul posto (ossia sulla strada) con strumenti e procedure determinati dal regolamento. Di diverso avviso erano stati i giudici di merito che avevano assolto una automobilista indagata perchè l'alcol test fatto sulla strada le aveva riscontrato un tasso di alcolemia di 0,8 mg. Secondo il giudice non poteva considerarsi raggiunta la prova "dell'elemento costitutivo del tasso alcolemico". Su ricorso della Procura la Cassazione ha riesaminato il caso ed ha chiarito che "gli organi di polizia stradale possono sottoporre tutti i conducenti ad accertamenti qualitativi non invasivi o a prove, anche attraverso apparecchi portatili". La norma ha infatti "l'evidente scopo di fornire strumenti di screening veloci per incrementare in modo significativo il numero delle persone controllate garantendo il carattere non invasivo dell'esame e la riservatezza personale". Del resto, conclude la Corte "la gamma dei metodi utilizzabili e' molto ampia. E' infatti consentito effettuare test comportamentali o utilizzare apparecchi portatili in grado di rilevare la presenza di alcool senza che cio' si accompagni alla quantificazione del valore". L'esito positivo degli accertamenti con gli apparecchi portatili, chiarisce infine la Corte "non costituisce fonte di prova per l'accertamento del reato in stato di ebbrezza alcolica, ma rende solo legittimo il successivo accertamento tecnico mediante etilometro (strumentazione omologata), in grado di certificare, ai fini legali, il valore del tasso alcolemico nel sangue".

 

GIOVANI/ ”Operazione naso rosso”
contro le stragi del sabato sera

Il Ministero della Gioventù e l’Istituto Superiore della Sanità insieme per prevenire e ridurre il rischio legato al consumo di alcol e droghe nei locali notturni.

 

Per dare scacco matto alle stragi del sabato sera il ministero delle Politiche giovanili entra nelle discoteche e coinvolge direttamente buttafuori e animatori con un'iniziativa ad ampio raggio, studiata in accordo con l'Istituto superiore di Sanità.

Il progetto, “Operazione Naso rosso”, durerà un anno e partirà a marzo, con un primo test in alcuni locali romani che sarà effettuato già nel corso di questo week end. L'iniziativa prevede, oltre ai controlli sulle strade assicurati dal sottosegretario Mantovano, la messa in campo in dieci regioni italiane di circa 300 operatori formati dall'Istituto superiore di Sanità, che in collaborazione con i gestori delle discoteche, con i quali l'intento è di ricostruire buoni rapporti, (e che sottolinea il ministro "non sono sempre stati facili nel passato") coinvolgeranno tutti i collaboratori dei locali, buttafuori compresi, per responsabilizzare, informare e offrire ai frequentatori delle discoteche anche la possibilità di effettuare dei test all'uscita con apparecchi per la misurazione del tasso alcolemico. Non solo, verrà sperimentata anche l'esperienza dell'accompagno.

"Sulla base- spiega il ministro- del modello canadese, grazie al quale dal 1984 ad oggi sono stati riaccompagnati a casa milioni di giovani", salvando loro la vita. I giovani in difficoltà verranno, spiega Zuccari dell'ISS, "caricati su taxi o su pulmini, e si provvederà a riportare anche la loro auto a casa".

"Il progetto 'Naso rosso', con la collaborazione della Fondazione Ania, ha la durata di un anno- conclude Meloni- ma se, anche dopo il monitoraggio che sarà effettuato dall'ISS, dimostrerà di funzionare e di abbassare il numero degli incidenti delle stragi del sabato sera faremo di tutto per rifinanziarlo e portarlo a regime". Il costo dell'intera campagna è di 2 milioni di euro. A questa iniziativa si affiancherà anche un bando di concorso dello stesso Ministero delle Politiche giovanili, che mette a disposizione 3 milioni di euro per la "predisposizione di progetti destinati in particolare ai giovani sino ai 35 anni" per la promozione di attività informative, campagne innovative nell'ambito della sicurezza stradale, di sensibilizzazione e di analisi dei fattori di rischio (clicca qua per leggere il bando).

L'aumento dei controlli e delle sanzioni ha avuto risultati ''apprezzabili'', ma la repressione da sola non basta a prevenire gli incidenti stradali, servono anche informazione e prevenzione: lo ha detto il sottosegretario all'interno, Alfredo Mantovano che ha ricordato come negli ultimi anni gli incidenti stradali siano diminuiti così come i morti. Dal 2000 al 2007 le vittime della strada sono passate da 7.061 a 5.131, con una diminuzione del 27,3% (dati Istat-Aci). E anche nel 2008 si è verificato il 9% in meno di incidenti stradali rispetto al 2007, con una diminuzione del 5,8% di quelli mortali (dati Polizia-Carabinieri). Colpisce che il più alto numero di morti nel 2007 (432) si sia avuto nella fascia di età 25-29 anni, e che di questi ben il 94% fossero maschi. Il venerdì e il sabato notte si verifica il 44,6% del totale degli incidenti stradali notturni della settimana, mentre i morti e i feriti in questi due giorni rappresentano rispettivamente il 44,4% e il 46,5%. ''Ma non pensiamo - ha detto Mantovano - che l'unica risposta alle stragi del sabato sera debba essere quella di introdurre norme più repressive''. Quindi più controlli e sanzioni severe, ma ''l'obiettivo è coinvolgere e prevenire''.

 

Fonte: Ministero della Gioventù

Tratto da: www.progettouomo.net

 

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